Mauro vive ai margini di Napoli, ma il suo cuore vola lontano, verso Mindelo, verso un Carnevale che si fa sogno, promessa e ritorno. Immerso in un’attesa sospesa tra geografie distanti e identità cangianti, Mauro affronta i giorni scanditi dai turni al ristorante, la cura dei fratelli e i ricordi, che echeggiano come un richiamo antico, un sogno a occhi aperti.
Waithood racconta il tempo sospeso di una giovinezza affamata di fioritura e di un desiderio che soffia potente come il vento: tornare a Capo Verde, dove l’infanzia è profumo di dolce brezza e catrame, dove i Mandinga danzano come spiriti ancestrali e il Carnevale è lo spazio in cui scegliere chi essere. Ma il rinnovo del permesso di soggiorno è un'attesa senza fine, così la regista parte inizialmente al posto del protagonista, ricercando i suoi luoghi della memoria con una cinepresa che si fa presenza viva e solidale, in preparazione del viaggio insieme, a un'Isola-che-non-c'è più.
Un film sul diritto di muoversi ed esistere, sulla dolcezza di appartenere a sé stessi e sulle amicizie, che sostengono le metamorfosi di ciascuno. (L.F. e P.P.)